Liturgia della Parola – 11 ottobre 2026
Ventottesima domenica del Tempo Ordinario A
1. Dal libro del profeta Isaia (25,6-10).
2. Salmo responsoriale (Sal 22) Rit.: Abiterò per sempre nella casa del Signore.
3. Dalla lettera di San Paolo apostolo ai Filippesi (4,12-14.19-20).
4. Dal Vangelo secondo Matteo (22,1-14).
…. un contributo per aiutare a riflettere e pregare.
La liturgia di oggi pone al centro della nostra riflessione e meditazione il banchetto e la festa nuziale. Il brano di Matteo richiama un contesto preciso: Gesù sta parlando ai capi del popolo, a coloro cui spetta il compito di comunicare la volontà di Dio al popolo. Sia il libro del profeta Isaia che il Vangelo hanno al centro questa immagine. Altri testi della Scrittura usano i banchetto (ad esempio il libro dei Proverbi 9,1-6) per descrivere il momento profondo della comunione che avviene nel mangiare insieme. In Matteo compaiono il Re (Dio) e gli invitati (Israele) i quali si rifiutano di partecipare arrivando addirittura ad uccidere i servi che portavano l’invito. Il Re ha una reazione molto forte e violenta: manda una spedizione punitiva. Probabilmente Matteo qui rilegge la storia di Israele che troppo spesso, non fidandosi di Dio, ha fatto scelte che hanno prodotto invasioni, distruzioni e deportazioni da parte dei popoli limitrofi (Assiri nel 721 a.C. e Babilonesi nel 586/7 a. C.). La seconda parte del Vangelo mostra come il Re invita tutti, cattivi e buoni: tutti possono partecipare all’evento ma con “la veste nuziale”, cioè entrando nella grazia di Dio senza usare egoisticamente del dono di Dio. Occorre allora mettersi al seguito di Gesù accettando e facendo proprio il comandamento dell’amore che fa entrare nella festa e permette di restare in comunione con lui e con i fratelli.
Pregare per le intenzioni di Papa Leone XIV
Il Papa affida ogni mese alla sua Rete Mondiale di Preghiera delle intenzioni che esprimono le sue grandi preoccupazioni per l’umanità e per la missione della Chiesa. La sua intenzione di preghiera mensile è un appello mondiale a trasformare la nostra preghiera in «gesti concreti»: è una bussola per una missione di compassione per il mondo.