Liturgia della Parola – 8 novembre 2026
Trentaduesima domenica del Tempo Ordinario A
1. Dal libro della Sapienza (6,12-16).
2. Salmo responsoriale (Sal 62) Rit.: Ha sete di te, Signore, l’anima mia.
3. Dalla prima lettera di San Paolo Apostolo ai Tessalonicesi (4,13-18).
4. Dal Vangelo secondo Matteo (25,1-13).
…. un contributo per aiutare a riflettere e pregare.
La liturgia della Parola di questa domenica del tempo ordinario è chiaramente protesa al culmine dell’anno liturgico che ci farà festeggiare in pieno la regalità del Cristo. Per questo motivo il vangelo invita alla vigilanza cioè all’essere sempre preparati per l’incontro finale con il Cristo risorto. La lettura presa dalla prima lettera ai Tessalonicesi di San Paolo Apostolo invita alla speranza che si fonda sulla certezza della resurrezione di Cristo. Il Vangelo presenta la parabola delle 10 vergini 5 delle quali sono sagge perché si recano all’appuntamento, in attesa dello sposo che devono accompagnare al matrimonio, con una scorta di olio, le seconde sono definite stolte perché vivono la stessa attesa senza essersi munite di un po’ d’olio nel caso del ritardo dello sposo. Ma cosa vuole comunicare Gesù con questa parabola ed in particolare con l’olio? È la prima lettura a svelare il contenuto di questo olio: è la sapienza che bisogna ricercare, ascoltare, seguire per essere veramente vigilanti (cioè saggi come le 5 vergini). Ma la Sapienza intuita nell’Antico Testamento (si veda anche il libro dei Proverbi al c. 1,22ss) nel Nuovo Testamento è il Cristo che nella 1Corinti 1,24 è chiamato “potenza e sapienza di Dio”. Questo è il contenuto della vigilanza che ogni cristiano è chiamato a vivere e per questo può dire: «Ha sete di te, Signore, l’anima mia».
Pregare per le intenzioni di Papa Leone XIV
Il Papa affida ogni mese alla sua Rete Mondiale di Preghiera delle intenzioni che esprimono le sue grandi preoccupazioni per l’umanità e per la missione della Chiesa. La sua intenzione di preghiera mensile è un appello mondiale a trasformare la nostra preghiera in «gesti concreti»: è una bussola per una missione di compassione per il mondo.