Liturgia della Parola – 18 ottobre 2026
Ventinovesima domenica del Tempo Ordinario A
1. Dal libro del profeta Isaia (45,1.4-6).
2. Salmo responsoriale (Sal 95) Rit.: Grande è il Signore e degno di ogni lode.
3. Dalla prima lettera di San Paolo apostolo ai Tessalonicesi (1,1-5b).
4. Dal Vangelo secondo Matteo (22,15-21).
…. un contributo per aiutare a riflettere e pregare.
In questa ventinovesima domenica del tempo ordinario A la liturgia offre vari spunti di riflessione. Ci limitiamo a due. Il primo è dato dalla lettura del Profeta Isaia. Il testo proposto è preso da quello che gli esegeti chiamano il Deuteroisaia (Is 40-55, chiamato il libro della consolazione da 40,1), cioè quella parte dove il popolo, schiavo a Babilonia, vede nel Re Ciro di Persia colui che dona la possibilità di tornare liberi nella terra promessa. È il 539 a.C.: questo re persiano permette agli ebrei di tornare nella terra da cui furono deportati nel 586: si tratta di un evento di liberazione e Ciro, pur essendo un re straniero, diventa lo strumento voluto da Dio per la liberazione.
Il Vangelo presenta, come nelle settimane precedenti, una delle tante situazioni dove gli avversari di Gesù cercano il modo di screditarlo mettendolo alla prova. Questa volta usano la figura di Cesare e le tasse che il popolo deve pagare a lui. Da qui la famosa risposta di Gesù: “date a Cesare quel che è di Cesare e a Dio quel che è di Dio”. La risposta di Gesù è provocatoria: non si può ridurre il tutto a ciò che è giusto o sbagliato, si tratta di mettersi alla scuola di Gesù, imparare ad ascoltarlo, a seguirlo nel silenzio, a lasciargli spazio senza metterlo alla prova per comprendere quale è il modo migliore per costruire il Regno di Dio iniziando già qui, in questo mondo.
Pregare per le intenzioni di Papa Leone XIV
Il Papa affida ogni mese alla sua Rete Mondiale di Preghiera delle intenzioni che esprimono le sue grandi preoccupazioni per l’umanità e per la missione della Chiesa. La sua intenzione di preghiera mensile è un appello mondiale a trasformare la nostra preghiera in «gesti concreti»: è una bussola per una missione di compassione per il mondo.